Dopo aver imparato a tenere sotto controllo l'ansia iniziale e dopo che si sono apprese le varie tecniche per strutturare al meglio un nostro intervento, ecco arrivato il momento fatidico: siamo da soli di fronte al pubblico. Può essere un pubblico vasto o quello più intimo di una piccola riunione, ma una cosa è certa: l'emozione ci prenderà. Succede anche ai grandi attori, cantanti o performers ogni volta che salgono su un palco. Perché noi dovremmo essere migliori? Facciamo conoscenza con la migliore delle maestre di vita: l'esperienza!

Se abbiamo seguito un training cognitivo-comportamentale, avremo un grande vantaggio: esso prevede infatti alcune fasi con l’utilizzo di  tecniche specifiche per risolvere il problema contingente attraverso la pratica esperienziale.

La desensibilizzazione sistematica o l'implosione, prevedono la sperimentazione della situazione che genera ansia in modo da prendere confidenza con gli eventi percepiti come a rischio e quindi una maggiore sicurezza nell'affrontarli. 

Riconoscere gli interlocutori: 
saper individuare tra il pubblico la persona più incline ad ascoltarci, quella polemica o l'antagonista e imparare come gestire le loro personalità in maniera efficace e positiva.

Gestire le obiezioni: 
è possibile che ci siano anche espressioni di dissenso ed è importante saperle gestire evitando lo scontro, ricordando che si tratta di una differenza di opinioni e di punti di vista, e non di un conflitto tra persone. I punti fondamentali per gestire un'obiezione passano attraverso:

·       l'ascolto: chiediamo spiegazioni, riformuliamo la domanda e chiediamo se abbiamo capito bene, dando al nostro interlocutore la possibilità di spiegarsi;

·       l’accettazione dell'obiezione stessa: ringraziamo dell’opportunità che l’obiezione ci da di spiegarsi e chiarire meglio il nostro pensiero, portando degli esempi documentati e reali a conferma della nostra teoria, sottolineando come sia normale avere punti di vista diversi.


Concludere il discorso: 
superati i primi momenti, vedremo che l'ansia diminuisce e che cominciamo a sentirci bene nel nostro nuovo ruolo. Ci sono accorgimenti anche per la conclusione efficace di un discorso:

·       Riepilogare i punti salienti;

·       Utilizzare slide, citazioni, metafore o storie, per terminare suscitando un'emozione che lascerà una traccia nella memoria del pubblico;

·       Ringraziare: questa fase è importantissima e deve riguardare tutti, sia coloro che hanno manifestato consenso che quelli che hanno espresso dissenso, gli uni per aver consentito un piacevole incontro e gli altri per averlo stimolato e ravvivato. La conclusione deve sempre essere positiva. 


Il training cognitivo-comportamentale risulta particolarmente idonea perché è:

·       Attivo: consente l'esperienza diretta, con l'aiuto del terapeuta che fornisce informazioni e tecniche per modificare convinzioni e comportamenti;

·       Centrato sul presente: particolarmente adatta al lavoro su blocchi specifici anche in previsione di eventi particolari;

·       A breve termine: non richiede lunghi percorsi terapeutici per portare a risultati concreti ed è efficace a lungo termine, il che fa di questa terapia un investimento proficuo per il proprio benessere futuro.

A cura della Dott.ssa Margherita Ciciarelli, Psicologa e Psicoterapeuta
(www.studiopsicologiaclinicagiuridica.com)