La riforma del lavoro è stata al centro di critiche sia da parte di lavoratori, sia dei sindacati. Per il ministro Fornero si tratta di un cambiamento necessario per far riprendere l’economia del Paese e che dovrebbe apportare nel tempo più vantaggi che svantaggi, portando a un mercato del lavoro meno chiuso e più accessibile.
Quando pensiamo alla riforma del lavoro la prima cosa che salta in mente è
l’articolo 18, che ha scatenato un putiferio mediatico e che è stato motivo di manifestazioni e scioperi. In realtà la riforma non è centrata solamente sulla nuova norma di licenziamento; è proprio la scarsa informazione che ha contribuito alla mancata comprensione e accettazione della riforma.
Per comprenderla meglio e per valutarla nel complesso occorre capire in che ambito sia andata ad agire. Le novità apportate riguardano i seguenti settori:

Ammortizzatori sociali
L’indennità di mobilità e di disoccupazione verranno eliminate e saranno sostituite dal nuovo ammortizzatore sociale per l’impiego (ASPI), che avrà un più ampio spettro di copertura includendo anche categorie di lavoratori, come ad esempio gli artisti e apprendisti, esclusi in precedenza da qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale. L’ASPI avrà una durata di dodici mesi per le persone con età minore ai 55 anni, fino a un massimi di diciotto mesi per coloro con un’età superiore ai 55 anni. L’ammontare del sussidio sarà di circa 1200 euro mensili;
Contratti di lavoro e stage
Contratto di apprendistato
: che potrà durare fino a un massimi di cinque anni, sarà uno dei contratti principali per introdurre nel mercato del lavoro giovani tra i 15 e 29 anni;
Contratto a tempo determinato: subirà una maggiore tassazione, pari all'1,4% in più, in modo da finanziare L’ASPI; inoltre non potrà durare per un periodo superiore ai trentasei mesi, pena il passaggio a tempo indeterminato.
Partita iva: molte risultavano fittizie, poiché nascondevano un rapporto di lavoro subordinato. Per non ricadere in questa casistica è necessario che l’80% del profitto non derivi dalla stessa azienda, con la quale non sarà possibile instaurare una collaborazione di durata superiore a otto mesi nell’arco di uno stesso anno; inoltre il collaboratore non dovrà avere una postazione fissa nell’azienda.
Stage: non sarà più possibile svolgerli se non retribuiti o con un rimborso spese.
Contratto a progetto: saranno definite le clausole di recesso e la finalità del progetto. Il salario sarà relazionato ai contratti collettivi di categoria.
Articolo 18
Sono state stabilite novità nell’ambito dei licenziamenti. In caso di licenziamento illegittimo il giudice avrà la facoltà, se si prova l‘inconsistenza dei presupposti, di decidere per il reintegro del lavoratore o di attribuire un indennità risarcitoria compresa tra le dodici e le ventiquattro mensilità
Processo del lavoro
L’iter per l’impugnativa dei licenziamenti è stata modificata introducendo una procedura sprint.
Dimissioni in bianco: sono state introdotte una serie di norme per contrastarle. 
Voucher e ticket: sono stati introdotti buoni orari, per la retribuzione del lavoro accessorio occasionale, che sostituiscono i buoni lavoro ed è stato introdotto nuovamente il ticket gratuito per i disoccupati.

In conclusione, esaminando la riforma possiamo elencare i seguenti principali
vantaggi:

·      stabilizzazione dei lavoratori con contratto a termine e con partita iva;

·      limitazione dello sfruttamento degli stagisti con l’introduzione di una remunerazione o di un rimborso spese;

·      introduzioni di nuovi ammortizzatori che sostengono una più ampia tipologia di disoccupati;

·      maggior tutela della maternità con l’introduzione di norme che contrastano il fenomeno delle dimissioni in bianco; la convalida delle dimissioni,posta in essere dal servizio ispettivo del Ministero, passa da uno a tre anni dalla nasciata del bambno;

·      agevolazioni per madri lavoratrici grazie ai voucher per gli asili.

·      valorizzazione del contratto a tempo indeterminato, raggiunto previo contratto di apprendistato; quest'ultimo diventerà quindi il contratto propedeutico per accedere al mondo del lavoro.

A fronte dei rilevanti vantaggi offerti dalla riforma, esistono anche degli aspetti negativi:

·      mancanza di sgravi fiscali sul contratto a tempo indeterminato, che diventa sempre più raro. Solo in due assunzioni su dieci viene tramutato il contratto a termine in un contratto a tempo indeterminato.

·      il nuovo ammortizzatore sociale ha aggravato la tassazione sulle imprese, perché una parte del finanziamento utile per sostenerlo deriva dell’aumento dell’aliquota sui contratti a scadenza e a tempo indeterminato.

·      l’aumento della tassazione sul contratto a tempo determinato penalizza soprattutto le aziende che hanno picchi di lavoro stagionale.

E’ comunque complesso esprimere un giudizio obiettivo sulla reale portata di questa nuova riforma, sia per la profonda crisi economica che in questo periodo storico rende difficoltoso l’accesso al mondo del lavoro , sia perché gli effetti della stessa si produrranno comprensibilmente lungo un arco temporale di più ampio respiro, rendendo di fatto prematura e parziale una valutazione effettuata allo stato attuale della sua applicazione.