Il ruolo delle Agenzie per il Lavoro

Qualsiasi attività di business oggi richiede la capacità di sapersi muovere in un mercato estremamente competitivo, globale e tecnologico.

Il successo di un’impresa è difatti determinato da molteplici fattori, quali, la sua capacità di fornire servizi di qualità, il possedere e saper sviluppare competenze specifiche ed il riuscire ad adeguare i propri metodi e assetti organizzativi al cambiamento dei tempi.

Si può quindi facilmente comprendere quanto sia importante, nell’attuale scenario economico, il processo di selezione, gestione e sviluppo delle risorse umane, considerato che queste rappresentano uno dei maggiori capitali economici delle imprese, nonché il loro principale motore propulsore.

Nelle realtà più grandi e strutturate, queste attività vengono affidate ad appositi dipartimenti interni dedicati al management delle risorse umane.

Di norma, più grande è l’impresa maggiore è l’articolazione dell’area HR (Human Resources), che può dipanarsi in molteplici figure concentrate in maniera specifica su singoli aspetti del processo, quali, il reclutamento, la formazione, la valutazione del personale, le politiche retributive ecc.

Il valore strategico di queste attività all’interno di un ciclo imprenditoriale è ormai un dato assodato, testimoniato anche dal fatto che sono sempre più frequenti i casi in cui dalla direzione delle risorse umane si facciano salti di carriera sino ad arrivare, di fatto, alla direzione dell’azienda stessa.

Solamente una profonda conoscenza dei processi e dell’organizzazione aziendale consente, infatti, di gestire in maniera ottimale le risorse umane, valorizzando al massimo il loro potenziale.

Nell’ultimo ventennio, a supporto delle aziende nelle varie attività di gestione delle risorse umane, si sono presentate anche le cosiddette ApL (Agenzie per il Lavoro), introdotte con la L. n. 196/97 e attualmente disciplinate dal D.Lgs. 276/2003 (Legge Biagi).

Si tratta di realtà nate per facilitare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, in grado di fornire un sistema integrato di servizi a favore sia di chi cerca una prima occupazione o una nuova opportunità di lavoro, sia delle imprese.

Attualmente in Italia operano più di 80 ApL, autorizzate dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (come previsto dalla disciplina contenuta agli art. 4, 5 e 6 del D.Lgs. 276/2003)  e iscritte nell’apposito Albo.

Attraverso gli oltre 2.500 sportelli attivi sul territorio nazionale, le Agenzie per il Lavoro offrono esperienza e know how nei servizi di ricerca, selezione, formazione e ricollocamento professionale delle risorse umane.

Le ApL svolgono, infatti, sia la funzione di Centro Servizi per chi cerca occupazione, sia quella di partner strategico per le imprese, intercettando con tempestività i settori produttivi in crescita e le figure professionali più richieste dal mercato.

Laddove, attraverso le Agenzie per il Lavoro, l’azienda decida di usufruire di personale in somministrazione, si sviluppa, di fatto, un rapporto triangolare tra l’azienda committente, l’ApL e il lavoratore, che pur lavorando nella sede del committente è a tutti gli effetti un dipendente dell’Agenzia per il lavoro. Avviene, quindi, una legittima scissione tra la titolarità formale del rapporto, che rimane in capo al somministratore e l’utilizzazione concreta della prestazione del lavoratore, che ha in ogni caso diritto a godere delle medesime tutele previste per quei colleghi che l’utilizzatore abbia assunto personalmente senza intermediari (es. Trattamento economico, ferie, riposi ecc...).

                             

Le ApL, però, non si occupano solo di selezione e somministrazione ma offrono anche servizi nel campo della formazione, che spesso propongono in forma gratuita, attivabile in tempi rapidissimi e strettamente collegata alle esigenze del mercato del lavoro e interamente finanziata con risorse private. Attraverso la formazione, mirano a favorire il miglior incontro tra le figure professionali richieste dalle aziende e le competenze dei candidati, superando eventuali mismatching.

La formazione, in un contesto di mercato come quello attuale in cui sono le competenze e la qualità a fare la differenza, assume una rilevanza primaria, come è dimostrato anche dal fatto che nell’ultimo decennio le imprese, nonostante le difficoltà economiche, hanno deciso di investire (seppur modestamente) sulla formazione dei propri dipendenti.

Dal rapporto redatto e pubblicato dall’Istat emerge, infatti, che nel 2015 circa il 60,2% delle imprese Italiane ha investito in formazione, segnando un lieve aumento del 5% rispetto al 2010.

Le Agenzie per il Lavoro, attraverso il fondo Forma.Temp, destinano annualmente al finanziamento di percorsi formativi, il 4% calcolato sulle retribuzioni erogate. Si tratta di una formazione con precisi obblighi di placement e strettamente collegata a reali occasioni di lavoro ed anche per questo il sistema formativo delle Agenzie per il Lavoro in Italia viene riconosciuto come una best practice a livello europeo.

Forma.Temp, nel corso del 2013, ha finanziato 25.949 progetti formativi per un totale di oltre 126 milioni di euro. I partecipanti ai corsi sono 203.327, le ore di formazione 984.625 ma nel 2018, i numeri sono aumentati, infatti sono stati investiti oltre 230 milioni per oltre 38mila progetti, con una partecipazione di circa 264 mila lavoratori.

Da Luglio 2018 però le ApL si sono trovate ad affrontare un importante inversione di rotta a causa dell’entrata in vigore del decreto Legge del 12 Luglio 2018, n.87, ovvero il cd. Decreto Dignità. Questo decreto, apportando importanti modifiche sui contratti a termine (in termini di riduzione della durata, incremento dei costi dei rinnovi e reintroduzione delle causali) ha portato ad un forte calo degli occupati in somministrazione. 

Dall’analisi effettuata da Assolavoro si evince, infatti, che si è passati dalle 458.717 unità impiegate in somministrazione nel luglio 2018 (picco annuale), ad un progressivo calo con i 419.677 somministrati di dicembre 2018, fino alle 391.508 unità di gennaio 2019.
Nelle ApL si è dunque assistito, da una parte, ad una forte riduzione dei lavoratori in somministrazione con contratto a termine (circa 50.300 unità) e, dall’altra, ad un aumento dei lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato (giunti alle 11.298 unità), come riportato dell’Osservatorio Datalab dell’associazione nazionale delle Agenzie per il lavoro.

Da ciò emerge come sia nettamente maggiore il numero delle persone che hanno perso il lavoro rispetto a quelle che lo hanno trasformato in lavoro a tempo indeterminato. Questo calo si ripercuote non solo sul lavoratore e sullo Stato (in termini di perdita di afflusso Irpef e Inps), ma anche sulle stesse ApL.

Non resta, quindi, che attendere per osservare come affronteranno questa sfida le Agenzie per il Lavoro, che hanno fatto da sempre della flessibilità e dell’innovazione il loro punto di forza.

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Bibliografia e Sitografia

  • D.L. 12 Luglio 2018, n. 87, “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”.
  • https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/07/13/18G00112/sg
  • http://assolavoro.eu/uploads/2015/pressreleaseassolavoro_marzo2015_1.pdf
  • http://www.assolavoro.eu/
  • http://www.assolavoro.eu/cosa-sono-e-cosa-fanno-le-apl
  • https://giuricivile.it/contratto-somministrazione-decreto-dignita/#_ftn5
  • https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-06-30/-agenzie-interinali-crescita-continua-220142.shtml?uuid=AEIjgqfB&refresh_ce=1
  • https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-29/la-parabola-discendente-lavoratori-somministrati-174915.shtml?uuid=ABSwHxfB
  • https://www.istat.it/it/files//2017/10/Formazione-nelle-imprese-2015.pdf
  • https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/11/05/manager-del-personale-il-futuro-e-vicino-al-ceoAffari_e_Finanza46.html?refresh_ce

​A cura di C. B. AnnaC. StefanoP. Claudia (partecipanti agli Executive Master in Direzione del Personale e Risorse Umane)

​>> Master gestione del Personale >> Corso Paghe e Contributi

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