Come acquisire più consapevolezza di noi stessi

Decidere dal latino decīdĕre, de- = da caedĕre = tagliare.

Tagliar via, dare un taglio, definire.

Che cosa significa prendere decisioni in situazioni di incertezza?
Per rispondere è fondamentale una premessa: tutto ciò di cui scriveremo sarà relativo alla parte più “soft” della presa di decisione, quella che chiama in campo competenze relative al nostro modo di percepire il mondo, le emozioni che viviamo, le storie che ci raccontiamo. Non parleremo quindi di Action Plan, piani strategici, analisi costi benefici, logica e razionalità. Sono argomenti importantissimi, ma in questa nostra riflessione abbiamo scelto di lasciarli in poltrona a riposare.

L’attenzione sarà rivolta a mettere a fuoco tutte quelle risorse che possediamo e a cui ci appoggiamo nei contesti di indecisione: capacità, intuito, conoscenza di sé.
Non sempre i numeri e la logica ci possono venire in aiuto, ci sono situazioni di incertezza nelle quali tutti i nostri schemi saltano, lasciandoci privi di punti di riferimento (e non serve purtroppo allontanarsi molto dal presente per immaginare scenari di questo tipo).

Vediamo ora come acquisire più consapevolezza di noi stessi e delle risorse che possediamo.

Le 3 regole chiave che guidano la nostra percezione del mondo esterno e delle situazioni che abbiamo di fronte sono:

  1. Osservare da punti di vista diversi. Sembra una banalità, ma non lo è affatto. Una decisione ritenuta giusta per me oggi poiché saldamente ancorata ad una certa visione e ad un determinato contesto, potrebbe non esserlo più guardando al futuro.
  2. Trovare correlazioni tra ciò che osserviamo e ciò che abbiamo in mente. Se mi sveglio tardi per un appuntamento, mi ripeterò che sono in ritardo e porterò con me questa frettolosa sensazione anche uscendo di casa. A quel punto incontrerò solo semafori rossi. E davanti a me? Il ben noto vecchietto col cappello, lento e poco abile alla guida. Questo automatismo si chiama attenzione selettiva, un meccanismo molto antico e utile, che serve per tutelarci da un sovraccarico di informazioni e salvarci la vita. Come lo fa? Spostando l’attenzione su ciò che per noi è davvero importante in quel momento. Nel mezzo di una pandemia convincersi che la giornata non potrà che andare male, come ci farà prendere delle decisioni? In coerenza con questa percezione naturalmente. Quindi...attenzione!
  3. Scendere nel dettaglio per aumentare la nostra capacità percettiva. Più andiamo a fondo nella nostra analisi di una situazione più ci si pareranno di fronte nuove prospettive e spunti di riflessione. Lasciare aperta la mente all’esplorazione di possibilità è la cosa più furba che si possa scegliere di fare.

Queste tre regole sono di fondamentale importanza perché spesso ci dimentichiamo che i fatti sono molto diversi dalle opinioni. Individuarli e saperli distinguere dalla personale lettura che ne facciamo è un elemento di consapevolezza chiave per la presa di decisione. In un contesto organizzativo è molto comune che ci siano opinioni fortemente condivise, ma restano pur sempre interpretazioni dei fatti. Il rischio è che possano farci perdere lucidità e impedirci di prendere una posizione in modo oggettivo. Averne consapevolezza è molto importante. Ricordiamoci sempre che vediamo il mondo per come siamo noi, non per quello che è. Lo leggiamo in base alla nostra storia, al nostro sentire, alle nostre esperienze e ai valori in cui crediamo. 

Il modo in cui ci sentiamo quando prendiamo una decisione piuttosto che un’altra è un aspetto che molti tendono ad ignorare. Questo accade perché riteniamo che si debba essere sempre lucidi e consideriamo la presa di decisione, soprattutto in ambito lavorativo, come una prerogativa della sfera razionale. E invece le emozioni contano parecchio: non è possibile pensare di prendere decisioni che esulino dal provare emozioni.

Tu cosa vedi? Qual è il tuo punto di vista? Impariamo a chiedere più spesso aiuto agli altri per arricchire il quadro di dettagli che in un dato momento, guidati dalle nostre emozioni, non riusciamo a vedere.
Mente aperta! Ascoltiamo i segnali che le emozioni ci mandano.
Se sono gioioso è molto probabile che l’intuizione che la pancia mi sta suggerendo sia quella giusta.
Se la sensazione è di tristezza, forse dovrò rivedere le mie priorità.
Paura? Ma sei matto?! Se continuiamo in questa direzione ti schianterai.
E poi c’è la rabbia, quando probabilmente sentiamo di stare subendo un’ingiustizia.
Chiediamocelo quando prendiamo una decisione: come mi sento?
Mi arrabbio perché non ho nessun aiuto? E’ troppo difficile e mi vergogno a chiedere? Cosa penseranno gli altri di me? Posso davvero fare una cosa del genere?
Sono tutti segnali preziosi. Suggeriamo di imparare ad ascoltarli, ripeterli a voce alta e solo dopo provare a gestirli.

Nel disegnare percorsi di sviluppo efficaci è importante quindi per l’HR dare la giusta attenzione ai risvolti emotivi che sono supporto e rinforzo di competenze più tecniche della presa di decisione. I collaboratori che impareranno a sintonizzarsi meglio con questi aspetti troveranno opportunità di crescita anche laddove sembrano regnare imprevedibilità e stress. L’unica certezza che abbiamo oggi è proprio l’incertezza, lo sappiamo. Allora prendiamola a braccetto e decidiamo dove vogliamo andare. Insieme.


A cura di Rosaria Lomasto, Trainer, Coach, Hr Consultant, Co founder BLOOM e docente nel Master in Risorse Umane e nel Master in Direzione del Personale di Meliusform Business School, Barbara BolzoniCo founder BLOOM e Mentor del Project Work in area HR e Manuela BorrelloCo founder BLOOM 

Questi ed altri temi sono affrontati nel Master in Risorse Umane proposto da Meliusform Business School.

Ultima modifica il 07/12/2020

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